Roma-Napoli alla lavagna tattica

Benitez e Garcia hanno due filosofie simili, finora però il progetto del giallorosso appare meglio collaudato.
  • gazzetta.it

    di Danilo Salatino

    Roma-Napoli oltre che il confronto fra la seconda e la terza in classifica della serie A, è anche la sfida fra 2 allenatori che hanno costruito le rispettive squadre puntando su un calcio propositivo e di respiro internazionale. L'idea d'avere l'iniziativa e il controllo della partita è comune, ma la resa in campo fino a questo momento è stata dissimile. Il dato più eclatante è quello relativo alle reti subite: 26 i gol al passivo del Napoli, solo 11 quelli della Roma. Una differenza di rendimento spiegabile sì con la superiorità dei 2 centrali difensivi giallo-rossi rispetto a quelli azzurri, ma anche con un contesto di squadra da una parte pressoché perfetto e dall'altra con numerose falle presenti.

    In entrambe le squadre si possono rintracciare i principi del “gioco di posizione”, filosofia calcistica interpretata nella sua forma più pura dall' Ajax di Van Gaal e dal Barcellona di Guardiola. Sia la Roma che il Napoli, con le dovute differenze, danno ampiezza al loro gioco in modo da creare corridoi interni. Sia Garcia che Benitez lavorano su un possesso palla che non sia fine a sé stesso, ma che destabilizzi l'avversario, inducendolo a correre a vuoto dietro la palla. Per ottenere questo effetto occorre che i giocatori siano disposti in campo in modo scaglionato per poter così creare linee di passaggio efficaci cercando di arrivare a “dama” attraverso il fraseggio. Una volta creata l'opportunità dell'uno contro uno è poi importante avere calciatori in grado di essere efficaci nel creare superiorità numerica saltando il diretto avversario. Questo stile di gioco mira ad avere il controllo della partita, ma perdere il pallone in zone pericolose e non essere in grado di riconquistarlo immediatamente, può far saltare gli equilibri di gioco.

    La Roma è la squadra con la percentuale di passaggi riusciti più alta della serie A, con il 74% di trasmissioni del pallone andate a buon fine. Segue la Juventus con il 73.6% e la Fiorentina con il 72.3%. Il Napoli in questa speciale classifica è quinto, dietro al Milan, con il 70.1% di passaggi riusciti. Il modo di attaccare inevitabilmente condiziona la fase difensiva e viceversa.

    Perdere meno palloni significa sollecitare in misura minore le “transizioni negative”, cioè i cambi repentini di mentalità quando si passa da una fase di possesso a una di non possesso. In questo sta il segreto della solidità dimostrata dagli uomini di Garcia. La Roma difficilmente subisce ripartenze avversarie pericolose, eppure ha il possesso per la maggior parte del tempo. Non si può dire lo stesso per il Napoli, che specialmente nelle ultime gare , si fa trovare spesso lungo sulla riconquista avversaria, esponendo i difensori centrali al pericolo. Quindi un sistema di marcature preventive che da una parte funziona a meraviglia e dall'altra mostra parecchi limiti.

    Gli equilibri come al solito possono saltare grazie alle giocate individuali dei talenti che saranno in campo.

    In definitiva le certezze che in questo momento ha la Roma sono superiori a quelle della squadra guidata da Benitez, che in queste ore si starà chiedendo: “Ci conviene avere il possesso?”

     

     

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