10 cose da imparare da Bologna-Napoli


  • di Boris Sollazzo

    Meno male va, abbiamo perso. Io già mi sentivo a disagio così in alto. Ma mai quanto gli altri, per cui siamo tornati a essere in un attimo i terroni che si azzardano a mettersi al tavolo dei grandi. Si sa che lì al nord gli andiamo bene se ci sporchiamo le mani o se al massimo ci portiamo i soldi sporchi. Ma vincere, per carità. E allora dalla nuova batosta al Dall'Ara io ho capito una cosa. Anzi 10.

    1. L'Inter prende due pali al 94' ed è la favorita allo scudetto. Noi segniamo due gol negli ultimi tre minuti e dimostriamo che senza Higuain non abbiamo speranze. Ovvio. L'Inter protesta per un'espulsione sacrosanta solo perché è abituata all'impunità di cui gode Felipe Melo mentre entra a piedi uniti anche sui tifosi del primo anello, noi subiamo due gol irregolari. Ma i cronisti in un caso danno ragione a Mancini, nell'altro parlano con sufficienza di "azioni viziate da qualche irregolarità" lasciando intendere che si possono pure dare i gol un po' non validi. Devo ricordarmelo: se evaderó le tasse, userò la stessa espressione. "Ma no, quel mancato pagamento di 20000 euro è viziato da qualche irregolarità, va bene così!". Oppure "signore non l'ho tamponata, ho solo compiuto una manovra viziata da qualche irregolarità. Niente CID, anzi paghi lei me per il danno al mio cofano".

    2. Mi faceva ridere Mourinho quando parlava del "rumore dei nemici". Bene, sbagliavo: in questa settimana ho sentito il loro boato. Sarri e il suo Napoli erano la squadra simpatia fino a lunedì scorso alle 20.47. Arrivati ad essere diversamente secondi (la mia religione non mi permette di dire la parola primi se non abbinata al sostantivo numeri o minuti), ci hanno detto di tutto. La Gazzetta nei giorni migliori faceva l'elogio della sconfitta nerazzurra, Mentana era fuori di sé, tutti i tifosi hanno gufato perché Higuain prendesse un raffreddore. E ieri caroselli nelle strade per la sconfitta a Bologna. Ma dicendo "fermate voi Juve e Inter", dopo aver detto che avevamo rubato tutti i rigori che ci hanno assegnato (ah già ancora nessuno, neanche la trattenuta al Pipita di ieri) così come i gol in fuorigioco (come? L'unico in offside ieri era Destro? Ah, scusate). Ora mi sono convinto davvero: siamo forti.

    3. A Bologna erano in 15000 napoletani. Sono curioso di vedere quanti saranno alla prossima trasferta.

    4. C'è qualcosa di peggio dei tifosi delle altre squadre che gufano. Sono i tifosi napoletani che non ricordano chi sono. E che ci sono solo quando si vince. Ho letto, nell'ordine: Hamsik è una schifezza, Hysaj uno da vendere a gennaio, che Mazzarri è meglio di Sarri e che con lui il 3-3 lo facevamo, che De Laurentiis è un pappone perché a inizio dicembre non ha ancora comprato nessuno nonostante il mercato riapra a gennaio, che Allan tiene 'a uallera e Insigne è un bambino viziato. Ecco andatevene pure a tifare Juventus. Sarò antico ma io sono più tifoso quando si perde. Quando si vince, di me non hanno bisogno. Voi ingrati avete anche l'opportunità di diventare romanisti, eh? Vi ci vedo bene a insultare Totti e De Rossi come fate qui con Hamsik, o a ridicolizzare chi è arrivato due volte secondo ed è ancora in corsa per tutto. Ecco di voi abbiamo bisogno quanto di David Lopez, cari tifosicchi. Anzi, meno. Quanto di De Guzman e Zuniga.

    5. Maurizio, eri il simpatico proletario. Ora sei lo spocchioso recriminatore. Non ti curar di loro ma guarda e passa. Diventerai presto l'usurpatore. Va bene così. Vincere a Napoli è un torto che nel resto d'Italia non ti perdonano. Se Mihajlovic tratta scortesemente i giornalisti è un figo carismatico, se lo fai tu sei uno poco abituato all'alta classifica. Se Mancini si lamenta di torti inesistenti è un duro che veste elegante, se lo fai tu sei un rosicone con la tuta. Va bene così.

    6. Mirante, ricordati sempre che Higuain le doppiette non le segna solo in campo. Almeno a te.

    7. Ci preoccupiamo che gli scontri diretti al ritorno li giocheremo tutti fuori casa. Ma la verità è che la buona notizia è che in Emilia per un annetto non ci si andrà più. Certo, visto Donadoni che tira fuori la scienza con noi ogni volta, già tremo al pensiero di Reja e Denis, di Pandev e Ventura. Meno male che quest'anno l'abbiamo venduti (quasi) tutti all'estero. 

    8. Bolognesi, l'ultima volta che ci avete cantato O' surdato 'nnammurato siete andati in B. La penultima, a momenti fallivate. Insomma, fossi in voi rifletterei sulla questione. Tante care cose.

    9. Tutti adorano Pepe Reina quando esulta ai gol dei compagni, quando entra in campo e saluta le curve, quando para l'impossibile. A me piace il portierone di ieri. Che dopo il primo gol subìto applaude i compagni che hanno sbagliato tutto e li incita, si incazza con le belle statuine al secondo e che dopo il terzo gol si dispera come se tutte le colpe del mondo fossero finite sulle sue spalle. A me piace questo Reina, più di tutti: cuore, palle e coraggio. Quando gli altri li perdono, lui li raddoppia: come quando scrisse il tweet pro Sarri. Non martedì scorso, ma dopo Napoli-Samp. Quando il 95% di quelli che saranno a Napoli-Roma volevano la testa del nostro mister e la metà di loro sperava in un ritorno di Mazzarri.

    10. Mazzoleni. Basta la parola. Vi basti sapere che quest'uomo fa miracoli: è l'unico uomo che è riuscito a far bestemmiare Hamsik, a far protestare dei giocatori napoletani e ad insegnare il macedone a un guardalinee. 

     

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