Voglio urlare Forza Italia, indossare la mia cravatta verde e vestire di nero come I Cure

Alessio Capone se la prende con chi sottovaluta gli avversari dell'Italia prima, per sottovalutarli dopo averli battuti. Ma ancora di più ce l'ha con chi gli, ci ha tolto la possibilità di urlare il nostro amore per gli azzurri
  • maidirecalcio

    di Alessio Capone

    Buona la prima. La domenica equatoriale a tinte verde oro ci ha consegnato una bella Italia, una squadra equilibrata, con ottime proprietà di palleggio, camaleontica nell'atteggiamento e con una buona propensione a soffrire e a difendersi quando se ne presenta la necessità. In un clima proibitivo (Marchisio a fine partita ha dichiarato di aver avuto, a tratti, anche le allucinazioni per il caldo), i nostri hanno dimostrato di aver già raggiunto una condizione atletica ottimale, correndo molto e resistendo agli attacchi di Rooney e compagni senza mai dimostrare vero e proprio affanno. Lo stesso Prandelli, a fine partita, ha a sua volta sottolineato le difficoltà nel giocare in un clima simile e il fatto che i giocatori inglesi - solo loro - avessero addirittura i crampi dal caldo proibitivo. Abbiamo colpito nei momenti giusti e poi amministrato in maniera sapiente e da grande squadra.

    Insomma, ancora una volta Prandelli ha presentato una squadra pronta per affrontare il torneo e consapevole delle proprie potenzialità. Con buona pace degli scettici e delle solite critiche ingiustificate pre mondiale, gli azzurri scesi in campo domenica notte hanno dimostrato di avere già le idee chiare e di saper leggere le varie situazioni e fasi di gioco in maniera incredibilmente lucida (certo, poi c'è stato anche Paletta). E gli inglesi? Già, gli inglesi. Quelli che ci facevano paura, quelli che erano un buon mix di giovani e veterani, quelli che fisicamente e tatticamente (grazie all'esperienza italiana di Mr. Hodgson) potevano metterci in difficoltà, sono improvvisamente diventati una manica di brocchi e incompetenti. "L'Inghilterra è poca cosa" ho letto da qualche parte. L'Inghilterra ha giocato anche lei una buona partita, premendo molto all'inizio e imponendo un discreto ritmo alla gara. La sua organizzazione difensiva, con le linee di centrocampo e difesa discretamente serrate e compatte, non ha trovato conforto la davanti, dove la compagine d'oltre manica si è affidata più che altro alle folate di singoli, dotati comunque di buona tecnica e vivacità; Sterling su tutti. Dopo il secondo vantaggio azzurro, la squadra inglese ha provato a portare dalla sua il pallino del gioco, pressando e forzando molto, ma non sempre in maniera efficace (merito anche dei nostri). L'Inghilterra, a mio avviso, rimane una buona squadra. Ma si sa, noi italiani siamo un popolo meraviglioso, capaci di creare mostri e poi, una volta esorcizzate le nostre paure, nel ridimensionare quegli stessi mostri a maschere di Halloween o poco più. Equilibrio e calma non fanno parte del nostro repertorio. Bianco o nero, angeli o demoni, mascherine o mostri, appunto.

    Un po' come quel mostro, o presunto tale, che da vent'anni è considerato la principale causa di male del nostro Paese. Un mostro, o presunto tale, che ha creato un movimento con quel nome, un nome che impedisce da vent'anni a tutta l'Italia di incitare la propria squadra nella maniera più consona e consueta. E da vent'anni io mi chiedo disperatamente il perché. Come sia possibile. E da vent'anni mi tocca assistere a storpiature e forzature assurde tipo "Forza Azzurri" (ma chi? I greci? O i napoletani?) o peggio "Alé Italia" (Alé, le bleu. Pensateci!) è un po' come se i Cure avessero deciso di non vestirsi di nero perché il nero è un colore che nel passato ha fatto paura. Ma voi ve li immaginate i Cure con un altro colore? è un po' come se io, amante di tutti i colori, dovessi privarmi del piacere di vestire alcune tonalità perché appartenenti all'una o all'altra fazione. Ma io amo la mia cravattina verde, la porto con disinvoltura e non vedo perché dovrei farmi condizionare dal fatto che alcuni personaggi pubblici l'abbiamo elevata a loro simbolo. E quando qualcuno me lo fa notare gli rispondo semplicemente: "Io tifo Napoli, tiè!" E lo stesso vale per la mia cravattina rossa. No, mi dispiace. Questa è tutta una vostra malattia, una demenza del vostro cervello, un'inspiegabile torpore del vostro intelletto.

    E io voglio provare a risvegliarvi dal torpore che da vent'anni confonde la vostra mente; lo voglio fare in maniera perentoria e decisa. Quattro volte, come le stelle che abbiamo sul petto. Non abbiate paura:

    FORZA ITALIA

    FORZA ITALIA

    FORZA ITALIA

    FORZA ITALIA

    Cazzo.

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