Maurizio De Giovanni, la libertà si paga. Anzi, te la fanno pagare

Lo scrittore, dopo Rai Sport, riceve anche la censura e l’epurazione de Il Mattino. A quanto pare a Napoli se dici ciò che pensi, vieni fatto fuori. Aurelio, difendilo: che te ne fai di chi è più delaista di Dela?
  • montecarlonews

    di Boris Sollazzo

    Da non crederci. Avevamo atteso qualche giorno per dire la nostra. Eravamo convinti che una grande testata come Il Mattino non prendesse in pieno una delle più colossali bucce di banana che si potessero immaginare. In fondo, mica è RaiSport (se vi chiedete cosa intendiamo, leggete qui).
    Avevamo notato, qualche giorno fa, che il consueto e imprescindibile commento del geniale autore di noir napoletano Maurizio De Giovanni non era stato pubblicato sul quotidiano partenopeo ma sulla (bella e curata) testata Il Domenicale News, ben diretta da Pasquale D’Anna. Parliamo dell’eloquente articolo dal titolo L’ultima mortificazione, sull’affaire Soriano. Avevamo pensato fosse una libera scelta dello scrittore, per premiare una valida espressione del giornalismo napoletano. E così è stato in effetti, ma in seguito al rigetto del suo pezzo da parte de Il Mattino, che aveva pensato bene di non pubblicare un articolo probabilmente ritenuto troppo duro, solo perché sincero, puntuale e senza ipocrisie (e lo dice chi, nel merito, non è d’accordo su tutto quello che ha scritto il buon Maurizio, ma ne apprezza passione e ragionamento). Un caso? Mancanza di spazio? Una gaffe? Nient’affatto. Semplicemente a Il Mattino non apprezzano voci discordanti, soprattutto se vanno contro la società Napoli a quanto pare.
    Lo scopriamo prima dall'account facebook dell'autore delle splendide Storie azzurre e del capolavoro sul tifo azzurro Il resto della settimana.
    "Una delle peggiori atrocità della comunicazione è la censura. Periodi bui della storia sono stati accompagnati da questo orribile bavaglio messo all'opinione e alla cultura. Eppure questa assurdità veniva giustificata con la ragione di Stato, almeno. Oggi la censura viene invece da piccoli, meschini interessi di natura commerciale. Anche in questo siamo riusciti a peggiorare. Chi liberamente vuole esprimere quello che pensa dovrebbe rifiutare ogni controllo sulla propria opinione. Con orgoglio, e nel mio piccolo, posso affermare che non accetto alcuna forma di censura.
    Io".

    La conferma arriva lunedì 14 settembre: ecco ricomparire la rubrica. A firma, però, Pino Montesano. Scrittore anche lui, tifoso del Napoli, ci si augura, pure lui. Ora noi non ci soffermeremo più di tanto sul doppio errore di quest’autore, morale e intellettuale. Morale perché per solidarietà e amor del diritto di critica, avrebbe dovuto declinare l’invito del giornale di Via Chiatamone, che non ci ha pensato molto a metter da parte un suo collaboratore storico e illustre. Intellettuale perché, dopo aver letto la sua pallida imitazione del suo predecessore, si espone a un confronto ingeneroso per la sua professionalità. Dà una nuova accezione all’espressione “non c’è paragone”. Per intenderci prima di quest’articolo, l’esempio riguardava le doti di Rocco Siffredi e del sottoscritto.

    Scherzi a parte, chiediamo ad Aurelio De Laurentiis di esprimersi. Ha sempre voluto punire chi non ci rispettava: contro Sky e Gazzetta dello Sport le battaglie più clamorose. Visto che da Il Mattino, purtroppo, non ci aspettiamo nulla – avrebbe dovuto spiegare, per rispetto non diciamo ai diretti interessati ma almeno dei suoi lettori, il motivo dell'avvicendamento coatto -, il presidente del Napoli invece ha l’obbligo di intervenire. Non ha bisogno, il presidente, di chi è più aureliano di Aurelio, ma piuttosto di cominciare ad ascoltare voci che lo mettano in discussione. Voci equilibrate, capaci di amare il Napoli e di analizzare lucidamente ciò che avviene (De Giovanni è stato accusato di essere filo societario negli ultimi tempi e antiDeLa nei mesi scorsi: se ti attaccano per due motivi opposti, semplicemente, sei più libero di chi ti critica). E deve chiedersi perché nella sua rassegna stampa non può più leggere Maurizio De Giovanni.
    Non ha l’obbligo di farlo, ovvio. Ma se non lo farà, ci dirà che a lui la libera informazione, il diritto di critica, la crescita culturale di un ambiente intero non interessa. E sbaglia, perché anche così si diventa grandi (e quindi, si guadagna di più).

    A Maurizio De Giovanni diciamo semplicemente grazie. Per la sua libertà, il suo amore per Napoli e il Napoli, perché non abbassa mai la testa. E gli diciamo che quando vorrà, i suoi commenti, i suoi articoli, avranno in Extranapoli un felice padrone di casa.

    L’ultima mortificazione è proprio questa, caro Aurelio (ad Alessandro Barbano, direttore del quotidiano, neanche proviamo a rivolgerci: tanto ha evidentemente scelto un silenzio poco coraggioso). Non i due punti in tre partite, ma un provincialismo pavido che una città colta e intelligente come Napoli, non merita.

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