Cinepagelle di Lazio-Napoli: da “Match point” Rahmani al “Tuttofare” Elmas

Milinkovič Savič. I compagni temano muoia di freddo e lo mettono alla prova su due uscite basse a tradimento. Se continua così dovrà chiedere la Naspi. FERMO IMMAGINE. sv
Di Lorenzo. Conte pur di non far giocare Buongiorno lo mette influenzato e lui alza la temperatura sia in difesa che da interno di centrocampo. Capitano coraggioso. Anzi MASTER AND COMMANDER.
6,5
Rrhamani. L'uomo del delitto perfetto. Neanche Perry Mason era così imperforabile quando difendeva, ora è il centrale difensivo più prolifico degli ultimi 5 anni. Undici gol. MATCH POINT. 7,5
Juan Jesus. Con quel cognome, dovrebbe averci abituato ai miracoli. Ma poi ci stupisce. Ogni settimana ringiovanisce: dopo che proprio a Roma, sponda giallorossa, lo davano per finito (un grande classico, venghino signori venghino, ci prendiamo pure Dovbyk e Pellegrini se volete), lui è diventato Beckenbauer. IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON. 7
Politano. Mentre tutti lo davano per morto da Napoli-Inter, lui usciva dalla porta dell'attacco per rientrare dalla finestra del centrocampo. Non era morto, si stava solo riposando per vincere la supercoppa e tornare titolare nel momento più importante. L'IMMORTALE. 7
Lobotka. Anche quando lo vedi poco, anche quando sbaglia, lui sta facendo la cosa giusta. Solo che lo capirai qualche minuto dopo. È come mia moglie. Ha sempre ragione. IL GRANDE CAPO. 6,5
McTominay. È come se Massimo Crippa ed Alemao si fossero fusi insieme, solo che lui veste più elegante. Si vede che gli manca il gol, ma si accontenta di essere il punto di non ritorno di ogni attacco, anzi di ogni idea offensiva degli avversari e di farli impazzire. L'ULTIMO RE DI SCOZIA. 6,5
Spinazzola. Parla e gioca come un intellettuale. Un trequartista travestito da laterale. Ha quella nonchalance maldiniana che ti fa sembrare tutto facile e che ti fa stupire dei suoi errori. LA GRANDE SCOMMESSA (vinta). 7,5
Elmas. Ieri è tornato anche ai suoi livelli tecnici, anche se i due gol che sfiora sono colpi di testa, l'organo che ha fatto funzionare meglio in questo suo ritorno a Napoli. A naso rischia di uscire dai titolari solo quando (e se) tornerà De Bruyne. A Milano farà il Neres. Contro il Parma farà rifiatare Vanja? IL TUTTOFARE. 7
Neres. Quando si accascia proprio davanti al settore ospiti, energumeni rotti a ogni esperienza si contorcono in tenere espressioni di apprensione che neanche alla prima febbre del loro primogenito. Neanche alla loro prima rissa, la smorfia di dolore era così pronunciata. "É caduto da solo?", "Ma se usano il ghiaccio spray non può essere muscolare", "Sarà stata chella lota 'e Guendouzi", ortopedici improvvisati lanciavano al cielo preghiere allo stesso Dio bestemmiato per ogni ammonizione mancata di Massa.
Neres è il nuovo James Senese. Ma con i piedi di Careca. ASSO. 6,5
Hojlund. Quando Gila gli lascia due metri e poi a elastico lo colpisce ripetutamente, a volte prendendo il pallone e spesso no, capisce l'antifona. E così se lo porta a spasso a fare a botte aprendo praterie per i tre trequartisti Elmas, Neres e sì pure Spinazzola. Abbiamo avuto centravanti più tecnici, ma pochi così intelligenti. A BEAUTIFUL MIND. 6,5
Antonio Conte. Ha qualcosa di magico, il suo mettere i testicoli sopra il capo ai migliori tattici tra i suoi colleghi (Allegri, Italiano, Sarri, Nicola, Spalletti), con soluzioni sempre nuove e prevedendo mosse e contromosse dell'avversario, lo fa assomigliare a Fischer, lo scacchista. Mentre tu stai decidendo la seconda mossa del tuo pedone nero, lui ha già chiaro come farti scacco matto. DOCTOR STRANGE. 8
Gutierrez. Unica nota stonata. Sembra avere un talento riluttante. Lento di piede e di pensiero, il confronto con Spinazzola è simile a quello tra me e Rocco Siffredi. Impietosamente ingiusto. FARINELLI - VOCE REGINA. 5
Mazzocchi. Entra, dribbla e si invola. Poi assist per Elmas con piede fatato. Smista pure palloni difficili in difesa nella propria area con tecnica raffinata. Poi perde la testa. Va detto che Marusic farebbe incazzare pure il cardinal Zuppi. Che devo dire. In una squadra di bravi ragazzi uno malamente che si fa rispettare e che difende la maglia, la città e l'orgoglio ci sta. Nello spogliatoio, forse, e meno in campo. Però a Pasqualino non mandatelo via che un giustiziere ci serve con i macellai che contro di noi non prendono neanche un giallo pure quando compiono violenza sessuale aggravata. L'ULTIMO GUAPPO. 6 (unico Pako)
BUONGIORNO. Alessá che ti è successo? Eri Fabio Cannavaro e ora sei Rolando. Un incubo, il peggior regalo di Natale di quest'anno, più dei calzini della suocera. NIGHTMARE BEFORE (BUT PURE AFTER CHRISTMAS). Sv
Ambrosino. Un tempo giocatori come lui affollavano le panchine delle grandi, ed erano utili. Sarebbe stato un ottimo Carannante. Ora è solo il postino dei malesseri di Conte. Quando entra lui, Antonio manda un segnale morse a Manna e Adl. Bella la sua serpentina sulla trequarti, ieri ha saputo essere utile. DEAD POETS SOCIETY (L'ATTIMO FUGGENTE). Sv
Lang. Ci aveva promesso fuoco e fiamme, eppure quanto ci piace quando fa il portatore d'acqua. Ieri si fa notare per la maglietta regalata (regalo d'addio?) ai tifosi alla fine dell'allenamento defatigante. MOMENTI DI GLORIA. Sv
Pedro. Entra negli ultimi minuti e i napoletani cantano per lui. Lui sorride e saluta. EROE PER CASO. 10





