“Cannavaro resta? Oggi sì, a gennaio non lo so”

Enrico Fedele, procuratore di Paolo, non si sbilancia ai microfoni di Manamanapoli. E i dubbi sul futuro crescono…
  • di Domenico Zaccaria

    “Nel calcio, quello che non accade in dieci mesi può concretizzarsi in dieci minuti”. Il veleno, si sa, spesso  è nella coda. E in questo caso il veleno (per tutti i tifosi azzurri) è un dubbio grosso come un macigno circa la permanenza a Napoli di Paolo Cannavaro fino alla fine della stagione; la coda, invece, è quella di un’intervista rilasciata martedì sera da Enrico Fedele, procuratore dell’ormai ex capitano del Napoli, a Radio Manamanà Sport nel corso della trasmissione Manamanapoli. Si parla della prossima sfida alla Roma e del livello qualitativo della rosa del Napoli, e Fedele sembra poco propenso a rispondere a domande sul suo assistito. Poi il tono della discussione cambia e, pur assicurando che Cannavaro continuerà a mantenere l’atteggiamento professionale (e da vero capitano) tenuto in questo inizio di stagione, Fedele non si sbilancia riguardo la possibile partenza di Paolo già nel mercato di gennaio.

    C’è già grande attesa per Roma-Napoli.

    Gara importante, anche se ovviamente non decisiva. La Roma ha iniziato alla grande, ma anche il Napoli sta dicendo la sua. Certo, in questo momento la Roma fa paura.

    Gervinho potrebbe mettere in difficoltà una difesa lenta come quella del Napoli?

    Credo che Gervinho sia paragonabile al primo Lavezzi: un giocatore dotato di una velocità e di un’esplosività incredibile, un attaccante in grado di spaccare le partite. Poi, per fortuna, spesso corre più veloce della palla e davanti alla porta non ha la freddezza e la lucidità che gli consentirebbero di segnare molti più gol.

    Certo, Albiol e Britos rischiano di andare un po’ in sofferenza…

    È tutta la difesa del Napoli ad avere una stazza fisica importante, e a concedere qualcosa sulla velocità.

    La Roma, invece, finora ha subito solo un gol…

    La Roma non ha grandi campioni in difesa, solo buoni giocatori. La differenza con il Napoli è un’altra.

    Quale?

    Che ha due giocatori, Strootman e De Rossi, a fargli da schermo. Il che consente ai difensori di Garcia di non dover quasi mai affrontare l’uno contro uno. Nel Napoli, quel ruolo è occupato dal solo Behrami.

    Anche lei pensa che Valon sia l’unico insostituibile nel Napoli?

    Assolutamente sì. Basta vedere cosa è successo nel pari interno contro il Sassuolo.

    Come ha visto il Napoli nella gara contro il Livorno?

    Abbastanza bene, anche se in pochi hanno notato che il Napoli ha vinto giocando all’italiana. Un po’ per l’emergenza infortunati e un po’ per le fatiche di coppa, mi sembra che il gioco improntato al possesso palla sia stato momentaneamente accantonato.

    Tutti si aspettavano di vedere Cannavaro in campo, e non Fernandez…

    Avevo fatto una scommessa con un amico perché ero sicuro che Benitez, anche per una questione di coerenza, avrebbe fatto giocare Fernandez, che ha 22 anni e non può essere bruciato.

    Come sta Paolo?

    È sereno, anche se non può essere contento della situazione. Ora il bene del Napoli viene prima di tutto, poi si vedrà.

    In questi primi mesi, Cannavaro si è comportato da vero capitano pur scendendo raramente in campo.

    Ha incitato i compagni e ha sempre rispettato le scelte di Benitez. Certo, sperava di giocare di più.

    Sono vere le voci che lo vedono in partenza per Milano a gennaio?

    Assolutamente no, è fantacalcio. In questo momento, di ogni calciatore che sta giocando poco nella sua squadra si dice che è pronto a cambiare aria. Ma è un discorso prematuro.

    Quindi si può dire che Cannavaro resterà a Napoli almeno fino a giugno?

    Non mi sbilancio. Nel calcio, quello che non accade in dieci mesi può concretizzarsi in dieci minuti.

    Condividi questo post