La Playnapolist di Napoli-Dnipro

Da Battisti a Etta James, l’amaro pareggio del San Paolo raccontato in musica. Ma a consolarci ci pensa il Califfo: “Non escludo il ritorno”…
  • di Raffaele Calvanese

    Tornare a casa con l’amaro in bocca per quello che poteva essere e che (ancora) non è stato. Uno stop inaspettato e, onestamente, immeritato. Le recriminazioni sono tante, contro la sorte, contro la terna arbitrale ma anche contro di noi che abbiamo avuto tante occasioni senza riuscire, anche per merito della loro difesa, a capitalizzarle. Ci resta il ritorno, ci resta la consapevolezza di essere in grado di andare a Varsavia e di meritarlo anche, ma soprattutto ancora, anche dopo un brutto pareggio casalingo.

     

    La luce dell’est - Lucio Battisti 

     Sono venuti qui a difendersi, lo sapevamo. Hanno praticato a dovere l’arroccamento come maestri di scacchi. Il primo tempo è scivolato così, il Dnipro a recitare il suo ruolo catenaccio, e noi ad attaccare, senza riuscire fino in fondo a far male. Tutti gli ucraini dietro la linea della palla per almeno 40 minuti. Le luci dell’est ci aspettano, dovremo saperle affrontare senza rimanerne abbagliati. Abbiamo la possibilità di scrivere la storia, tutta ad Est, senza sosta, fino alla fine.

     

    I’d rather go blind - Etta James 

     Forse la terna arbitrale aveva una passione sfrenata per Etta James e i suoi classici, forse stavano proprio fischiettando “I’d rather go blind” quando il Dnipro in una sortita offensiva più unica che rara si è presentato dalle parti di Andujar. Gli ucraini erano così spaesati da fiondarsi in area sprezzanti del pericolo di anticipare i tempi, di precorrere il passaggio del compagno, erano arrembanti, giovani e spregiudicati. Ma Arbitro e Guardalinee nella loro magnanimità d’animo hanno pensato bene di premiare quest’eccesso di hybris guadagnandosi l’immortalità. Si perché se riusciranno a sopravvivere a tutta la caterva di improperi che si sono attirati addosso dopo stasera saranno pressoché immortali. Immortali loro.

     

    It’s a long way to the top - AC/DC 

     Salire sul tetto d’Europa, anche se è l’Europa League non è una cosa semplice, la strada è lunga e lastricata di Dnipro, fuorigioco infami, catenacci e stratagemmi di ogni genere. Vincere non è una passeggiata al parco, specie in competizioni europee. Abbiamo tutte le carte in regola per poter scrivere davvero nuove pagine di storia azzurra ma dobbiamo avere sempre presente che nessuno ci regalerà nulla, anzi saranno pronti all’occasione per toglierci quanto ci spetta, come stasera. Spalla a spalla, senza fretta ma senza nemmeno pause perché la strada verso la vittoria non aspetta nessuno, andiamoci a prendere la nostra vittoria.

     

    Non escludo il ritorno - Franco Califano 

     “ anche se sono lontano, non escludo il ritorno “

    Sapevamo tutti che avremmo dovuto conquistare la qualificazione in casa, il che quando avviene nella partita di ritorno è quasi una garanzia. Stavolta invece dovevamo dare un colpo ben assestato nella partita d’andata, ma come sappiamo bene, ciò non è avvenuto. A questo punto non escludiamo che il ritorno possa e debba essere la partita decisiva per noi, quella in cui possiamo ribaltare lo svantaggio che abbiamo causato in casa.

     

    It Ain’t over ’til it’s over - Lenny Kravitz 

     Non è finita fino a che non è finita davvero, pensavamo sempre di non poter o dover arrivare fino a qui, eppure fino ad ora non abbiamo rubato nulla, ci è stato rubato qualcosa semmai. Allora non consideriamo finita questa corsa verso Varsavia, è una partita che dura 180 minuti e noi siamo solo a metà. Le gambe tremano com’è normale quando si arriva a certi traguardi, il fiato va e viene, com’è naturale quando si è giocato un numero ormai imprecisato di partite, ma la vera sfida è quella per cui fino ad ora si è lottato. The last mile is the ardeste mile ma non abbiamo nessuna intenzione di mollare proprio ad un passo dalla finale. Avanti Napoli, fino alla fine.

     

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