Higuain è megl'e Cavani

Il Napoli aveva uno dei centravanti più forte del mondo. E il Napoli ha uno dei centravanti più forte del mondo
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    di Boris Sollazzo

    Ricordate Guida al campionato? Il pendolino di Mosca, i collegamenti di Pellegatti, la formazione del Napoli che arrivava sempre per ultima. Capimmo allora che la nostra malattia di calcio non sarebbe più durata lo spazio che andava dalla domenica pomeriggio al lunedì sera del processo biscardiano. Che peraltro le due trasmissioni citate avevano una sola cosa in comune: tutti dicevano di non vederle, tutti sapevano cosa vi era successo. Un po' come con Berlusconi: nessuno dice d'averlo votato, ma lui vince le elezioni.

    Ma torniamo al programma in questione. In quello scorcio che si inseriva nel nostro pranzo domenicale c'era uno spazio che amavo molto. Il confronto tra i campioni, spesso due centravanti, con tanto di voti ai loro singoli talenti e la somma che decretava il più forte. Non ero quasi mai d'accordo con quelle pagelle che, guarda un po', premiavano sempre giocatori rossoneri. Ma mi piaceva il gioco. E allora provo a farlo anche io, perché alla fine serve anche a noi. Tutti guardiamo ogni settimana se Cavani ha segnato. E lo fa, puntualmente. Tutti tifiamo per l'ex mister del Napoli Claudio Ranieri, perché primeggi nella Ligue 1 con il suo Monaco davanti al Psg saccheggiatore dei tenori del San Paolo. Non vergogniamocene. 
    E tutti cerchiamo in ogni partita di Gonzalo Higuain la conferma che non dobbiamo rimpiangere il Matador. Non c'è nulla di male, è giusto così: anche da questo cambio passa quel salto di qualità che tanto desideriamo. Lo facciamo anche per Benitez e Mazzarri, possiamo farlo anche per Gonzalo ed Edi.

    E allora possiamo dirlo: Higuain è megl'e Cavani. Senza alcun dubbio. E non stiamo sottovalutando il secondo, che rimane uno degli attaccanti più forti del mondo. Ci ha dato tanto, dai 100 gol e rotti in azzurro, fino a una rabbia agonistica e sportiva che spesso ha contagiato i compagni, con la sua fame insaziabile di vittorie e reti. Senza di lui il Napoli di Mazzarri non avrebbe raggiunto risultati incredibili, passando sopra anche a diverse lacune tecniche e tattiche notevoli. Ma in Higuain, di sei mesi più giovane peraltro, c'è di più. 

    Molti dicono che un paragone è impossibile: schemi, allenatori e squadra sono troppo diversi. Ma noi non ne siamo convinti. Intanto c'è un dato incontrovertibile: il Napoli ha 3 punti e 7 gol in più dell'anno scorso in campionato. E a chi ricorda con nostalgia le sgroppate del Matador in difesa - non di rado spettacolari ma anche confuse -, ricordiamo che abbiamo subito anche due gol in meno rispetto all'anno precedente (e avevamo un'Europa League giocata in modo mediocre, non certo la Champions in cui abbiamo già trionfato due volte su tre). 
    C'è però decisamente dell'altro: Gonzalo ha segnato 5 gol in serie A e ha fatto tre assist (e uno in Champions, per Callejòn, proprio come a Firenze). Di Edinson non dobbiamo ricordare a nessuno, credo, l'egoismo che lo portava a cercare il gol solo per sé fino a brutalizzare i compagni che non gli passavano il pallone in ogni occasione. Nel Napoli, non a caso, segnavano in pochissimi, ora sono già 10 i giocatori andati in rete durante la stagione (la mitica Roma, per dire, è arrivata a 11 con Borriello). Le incertezze di Lorenzo Insigne l'anno scorso e la sua attuale tendenza a ritrovare un'indipendenza tecnica in maniera cocciuta, sono due estremi che stanno ritardando l'ascesa allo status di campione che meriterebbe il nostro ragazzo. E che hanno radici in quel Cavani "più uguale degli altri" voluto da Mazzarri. E non ci venite a raccontare che nel contropiede, però, il Matador fosse imbattibile. Firenze e Marsiglia ci dicono il contrario, con due lanci, uno d'esterno e uno d'interno, che sono da antologia. Al Franchi quella pennellata al buon uruguagio, lo sappiamo tutti, non l'avremmo mai visto fare. Al Pipita non piace fare solo l'utilizzatore finale, lui, alla Cantona, gode parecchio anche con l'assist geniale.

    Ma ancora non siamo soddisfatti. Benitez ama i giocatori che abbiano visione tattica: ecco perché l'attuale Mertens, che sa leggere le partite e adeguarvisi, viene preferito a Insigne. Ecco perché Higuain è meglio di Cavani. Gonzalo annusa l'avversario, lo capisce e si adatta sornione anche nelle giornate più difficili. Con i viola ha forse toccato sei palloni in tutto. Ma due hanno lanciato i compagni in porta. Lui è stato sostituito, a secco, ma non ha urlato contro nessuno. Anzi, era felice. Sapeva di aver portato la squadra dove forse non meritava, ma dove grazie a lui stava. Il bomber aveva capito che per il tipo di gioco dei padroni di casa, lui avrebbe scombinato le carte solo spostandosi in una posizione più defilata e utile. Ricordate forse che il Matador abbia mai fatto una cosa del genere? No, vero?

    Non parliamo della lucidità sotto porta: se escludiamo la sciagurata conclusione del Velodròme, l'argentino è chirurgico: non spreca nulla e se lo fa, lo fa per un soffio. Quello che tocca, di solito diventa oro. Nel caso di Cavani non era proprio così: l'uruguagio, è sempre la statistica a ricordarcelo, aveva un misero 16% a testimoniare il rapporto tra occasioni da rete avute e realizzate. Un rapporto di uno a sei. E nei rigori questo "scendeva" a un uno a due. Proporzioni che onestamente non sembrano quelle del suo successore. I dati dicono che in entrambe le graduatorie siamo a più del doppio, sebbene per un reale paragone dobbiamo aspettare la fine di un intero campionato.

    Una sola controindicazione sembra esistere nel cambio avvenuto con un saldo positivo, per il Napoli di 25 milioni di euro. Edinson in campo ci entrava (e rimaneva) anche zoppo, il Pipita sembra più delicato fisicamente e psicologicamente fragile. Una cosa non da poco ma, incrociando le dita, Firenze sembra dirci che quella paura (o prudenza consapevole?) sembra essere passata. E che forse anche i suoi muscoli sono più solidi di quello che temevamo.

    Insomma, non è ingratitudine né una storia come quella della "volpe e l'uva". Semplicemente parliamo di calcio e Higuain è megl'e Cavani. 

    La verità, poi, anche se siete in disaccordo, è una sola: non ci abbiamo perso. Il Napoli aveva uno dei centravanti più forti del mondo. Il Napoli ha uno dei centravanti più forti del mondo. E vedrete che anche il numero di gol, alla fine, sarà quasi lo stesso. 

     

     

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